Lo studio di psicologia a Milano: scrivania in legno chiaro con due sedie e una libreria bianca

Un luogo sicuro, dove poter iniziare a fermarti, ascoltarti e conoscerti con sguardo curioso e gentile.

Lo studio in zona Porta Venezia: due poltrone una di fronte all'altra in una stanza luminosa con parquet

Chi sono

Ritratto della Dott.ssa Margherita Caneva, psicologa a Milano

Sono psicologa clinica e specializzanda in psicoterapia a orientamento cognitivo-costruttivista a matrice relazionale presso il Centro Terapia Cognitiva.

Dopo la laurea magistrale in Psicologia Clinica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, ho maturato esperienze in ambito ospedaliero, comunitario, scolastico, aziendale e consultoriale.

Mi sono occupata di sostegno psicologico in ambito onco-ginecologico e psichiatrico, di supporto educativo e motivazionale ad adolescenti con DSA e di progetti di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole, affrontando temi legati alle relazioni, all’affettività, alla sessualità, al corpo, all’alimentazione, alle emozioni e alle scelte di vita.

In ambito consultoriale conduco colloqui di consultazione e sostegno psicologico rivolti a giovani adulti e adulti, anche nell’ambito della presa in carico ginecologica e per i casi di interruzione volontaria di gravidanza, con attenzione alla prevenzione, alla promozione della salute e alla dimensione relazionale, sociale e culturale del benessere.

In ambito aziendale mi occupo di supporto psicologico a breve termine, a distanza, per dipendenti e familiari, con particolare attenzione al benessere psicofisico e alle dinamiche relazionali in ambito lavorativo.

Pubblicazione scientifica

Illness experience and (unmet) needs of women with Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser Syndrome (MRKH): a qualitative analysis of an online forum

Di Mattei, V.E., Taranto, P., Perego, G., Caneva, M., Parma, M., Fontana, E., Candiani, M., Montali, L.. - In: PSYCHOLOGY & HEALTH. - ISSN 0887-0446. - 41:1(2026), pp. 53-75. [10.1080/08870446.2024.2390647]

Un progetto di ricerca, sviluppato durante la formazione all’Università Vita-Salute San Raffaele, che esplora l’esperienza condivisa su un gruppo di supporto online da donne con Sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser, approfondendone l’impatto emotivo, fisico e sociale e i bisogni psicologici e sessuali associati.

Link all’articolo

Metodo di lavoro

“Il costruttivismo attribuisce all’individuo la responsabilità del gestire i casi della vita, sottolineando il potere di indirizzare la propria traiettoria, indipendentemente dal fatto che il mare sia calmo o burrascoso. La tempesta perfetta affonda qualunque barca, ogni essere umano ha un punto di rottura, ma la competenza del navigatore non si misura sui laghetti, si costruisce proprio grazie alla capacità di reggere onde alte.”

Bruno G. Bara

Lo sguardo costruttivista nasce dall’idea che la realtà sia multiversa e possa quindi essere letta attraverso diverse prospettive: ognuno costruisce, attraverso le esperienze con se stesso e l’ambiente in cui vive, in rapporto di reciprocità, un modo personale di conoscere, attribuire significati ai propri stati interni e dare prevedibilità al mondo.

È un po’ come avere un paio di occhiali attraverso cui otteniamo informazioni e filtriamo ciò che accade dentro di noi, nelle nostre relazioni e nel mondo che ci circonda.

Uno sguardo unico e personale

Non esistono però lenti “giuste” o “sbagliate”. Il lavoro terapeutico non consiste “nell’aggiustarle”, ma nel restituire un’occasione per osservarsi con curiosità e gentilezza nel proprio modo di funzionare, per conoscere le proprie lenti e comprendere come orientano il nostro sentire incarnato – che affonda le sue radici nel corpo – nel presente.

Solo in un secondo momento si porrà attenzione al perché, ovvero alla loro ricostruzione storica.

La relazione terapeutica

Nel lavoro terapeutico tendiamo insieme a ritrovare flessibilità e senso di padronanza. Il terapeuta è un perturbatore strategicamente orientato e accompagna la persona, esperta del proprio mondo interno, a guardare le proprie zone d’ombra, sostando in una scomodità dell’esperienza, in un clima di fiducia e di condivisione.

Abitare la sofferenza

La sofferenza non è da eliminare o evitare, ma possiamo imparare ad abitarla. La crisi è una cifra della vita e può diventare un’occasione per fermarci, ascoltarci e aprirci a inesplorate possibilità di cambiamento.

Insieme, possiamo dare ordine a ciò che viviamo, mettere a fuoco ciò che proviamo e comprendere che cosa le emozioni ci stanno comunicando, andando oltre il sintomo, nella ricerca di nuovi e personali modi di stare meglio.

Lo spazio e il tempo della terapia

Lo spazio e il tempo in cui avviene la terapia non sono semplicemente una cornice del metodo clinico, ma assumono un significato di cura.

Il qui e ora è il tempo della vita (e della terapia) in cui possiamo osservare ciò che accade: come viviamo le emozioni, come le sentiamo nel corpo, come entriamo in relazione con l’altro e come una sofferenza che appartiene al passato continua, in qualche modo, a prendere forma nel presente.

Ed è nel presente della relazione terapeutica, che diventa essa stessa processo e strumento di cura, che possiamo mettere in atto e osservare i nostri schemi relazionali, in uno spazio sicuro e condiviso, esplorando nuove modalità interpersonali.

Quando soffriamo, la maggior parte di noi preferisce chiudere gli occhi, distrarsi, cercare una via di fuga, eliminare la fonte del dolore. Eppure, proprio quando troviamo la possibilità di guardare negli occhi la nostra “tigre”, fonte di preziosa conoscenza di noi stessi, possiamo iniziare a riconoscere che parte della nostra sofferenza non nasce soltanto da ciò che ci accade fuori, ma anche dal modo in cui, dall’interno, contribuiamo a darle forma.

Di cosa mi occupo

Ansia, stress e momenti di crisi

Percorsi per comprendere e dare voce all’ansia e allo stress, che spesso si accompagnano a somatizzazioni, pensieri e preoccupazioni, nonché momenti di particolare difficoltà, ad esempio quando viviamo un blocco decisionale, cambiamenti e transizioni in diverse fasi di vita e ruoli.

Regolazione delle emozioni e dell’umore

Uno spazio per stare a contatto con le varie onde emotive delle nostre esperienze, quando quel vago senso di “disagio” in realtà comprende sfumature di emozioni complesse, come la rabbia, la colpa, la vergogna, la paura o la tristezza, quando ci fanno visita quelle sensazioni di perdita di interesse, motivazione, slancio (“languishing”), per ritrovare accesso alle proprie risorse interne, trovare insieme nuove strategie e restituire un nuovo significato.

Difficoltà relazionali e sentimentali

Esploreremo le proprie modalità di creare e stare nelle relazioni famigliari, amicali e con partner, come affrontiamo i conflitti e mettiamo confini, le difficoltà comunicative, per potersi aprire a nuovi scenari relazionali più percorribili e in linea con i propri valori e bisogni.

Giovani adulti

Un percorso dedicato alle difficoltà legate alla crescita, all’identità, alle relazioni, alle scelte del futuro, alle sfide universitarie o ai primi approcci al mondo del lavoro, alla percezione del tempo e al farsi spazio nel mondo.

Autostima e rapporto con se stessi

Avere difficoltà a riconoscere il proprio valore, temere il giudizio degli altri o sentire di non essere mai abbastanza sono esperienze umane che tutti possiamo attraversare. Questi vissuti possono influenzare la percezione di noi stessi e il modo in cui ci relazioniamo con le persone importanti della nostra vita. Accoglierli e comprenderli, imparando a sospendere il giudizio, può aiutarci a costruire un rapporto più sereno e fiducioso con noi stessi, le nostre capacità e con gli altri.

Rapporto con il proprio corpo e sintomi fisici

È importante esplorare il legame tra corpo ed emozioni: i cambiamenti nella percezione di sé, le variazioni nelle abitudini quotidiane e la presenza di sintomi fisici possono rappresentare segnali di un vissuto emotivo più faticoso sottostante e modalità attraverso cui si cerca di gestirlo.

Lutto e perdita

Esploreremo insieme il dolore legato alla perdita di una persona o di un animale, a una separazione affettiva o alla perdita di un progetto di vita, di un ruolo o del senso di appartenenza ad un gruppo, per ritrovare gradualmente un nuovo equilibrio e significato.

Benessere lavorativo

Per comprendere meglio le dinamiche lavorative e relazionali, lavorare sulla comunicazione, valorizzare le proprie risorse e competenze, sviluppare maggiore senso di efficacia, ritrovare senso e sensazione di padronanza nelle proprie scelte e modalità relazionali di stare nel contesto lavorativo.

Insieme possiamo intraprendere un percorso di:

Consulenza psicologica

Un primo spazio di incontro e ascolto per esplorare e inquadrare la difficoltà che stai vivendo, dare senso a ciò che sta accadendo e individuare insieme il percorso più adatto ai tuoi bisogni. Può fare da ponte verso un percorso psicologico più ampio. Quando necessario, in base alla complessità della situazione, collaboro con colleghi con competenze specifiche o ti indirizzo a loro.

Durata
50 minuti
Modalità
in presenza e/o online
Costo
70 €

Sostegno psicologico

Uno spazio di supporto emotivo e di accompagnamento dedicato alla singola persona (dai 18 anni). Il percorso si co-costruisce in una relazione terapeutica collaborativa: esploreremo i significati che attribuisci alle tue esperienze emotive e relazionali, per favorire una maggiore consapevolezza di te, più flessibilità e un contatto più pieno con il tuo sentire nel qui e ora.

Durata
50 minuti
Modalità
in presenza e/o online
Costo
70 €

Sconto per studenti universitari*

*Chiedimi le condizioni al primo contatto.

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Contatti

Dott.ssa Margherita Caneva Psicologa

Ricevo il lunedì su appuntamento

Viale Luigi Majno 38, 20129 Milano (zona Porta Venezia)

Raggiungibile con i mezzi

M1 Porta Venezia; M4 Tricolore

Tram 9, 19

Viale Luigi Majno 38, Milano
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